Campania: Intifada rifiuti2-L’emergenza che non c’era


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Campania: Intifada rifiuti2-L’emergenza che non c’era

L’emergenza che non c’era

28 giugno 2008

Manuela Lasagna ha prodotto un’inchiesta per conto di RaiNews24 (scaricabile qui


che dimostra come la cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania in realtà è architettata ed orchestrata

dall’alto affinché perduri nel tempo.

L’inchiesta parte dalla video

intervista a Walter Ganapini 

assessore all’ambiente della regione Campania, fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli, nella quale tra

le altre cose Ganapini denuncia come ci siano impianti già pronti, fra cui una discarica perfettamente

regolare da 600mila tonnellate pronta da 6 anni, misteriosamente dimenticati. Modernissimi impianti di

Trattamento Meccanico Biologico tra i migliori d’Europa boicottati. Ora che il fatto è stato scoperto e

denunciato sui media da Ganapini, nessuno sembra intenzionato a tenerne conto. Una breve ed ottima

inchiesta imperdibile e riportata anche su youtube nei video che seguono e che invito a diffondere il più

possibile:

Parte 1: 

 L’emergenza che non c’era – Inchiesta RaiNews24 – Parte 1/2 

Parte 2:

L’emergenza che non c’era – Inchiesta RaiNews24 – Parte 2/2

http://www.chiaianodiscarica.it/ 

ùL’emergenza che non c’era / 2

14 luglio 2008

Pubblichiamo integralmente un articolo di Marina Perotta, scritto per Ecoblog.it, che va ad aggiungere

dettagli alla questione della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania, che assume sempre più i contorni di

una sporca vicenda che mette le radici in un sistema capitalistico fondato non sulla produzione di beni, ma

sulla mera speculazione finanziaria, a discapito dell’interesse comune.

Campania, in una lettera dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) la verità sull’emergenza rifiuti 

CAMPANIA: L’ABI CONTRO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA 

 

E’ nel libro “Ecoballe” di Paolo Rabitti (Ed. Aliberti) la squallida verità sull’ emergenza rifiuti in Campania,

che racconta la serie di inadempienze e passaggi di responsabilità che sino ad oggi hanno letteralmente

sepolto la regione sotto l’immondizia.

Precisamente, è la verità, in una lettera inviata nel 1998 da Giuseppe Zadra, Presidente dell’ ABI

(Associazione bancaria italiana) all’allora commissario, nonché Presidente della Regione Campania, 

Antonio Rastrelli.

In sostanza l’ABI, come riferisce nel filmato sopra l’Ing. Rabitti,intromettendosi nella Gara d’appalto

europea per la gestione dei rifiuti del 1998, chiede alla Campania di non avviare la raccolta differenziata

perchè è più importante raccogliere rifiuti per la costituzione delle ecoballe. Inoltre, se i cittadini campani

non avessero conferito la quantità di rifiuti prefissata avrebbero dovuto pagare due volte: sia per smaltirli,

sia per non smaltirli.

Il che significa che i Comuni sono messi nella condizione di scegliere la raccolta indifferenziata, poichè sono

obbligati a consegnare una determinata quantità di rifiuti che non potrà mai essere raggiunta se li

differenziano.
Da quel momento in poi, la storia ha preso la piega che oggi tutti noi conosciamo.

Ecco uno stralcio del libro relativo alla lettera dell’Abi alla Regione Campania, così come riportato dal 

Meet Up Amici di Beppe Grillo di Napoli:

[…]Giuseppe Zadra, direttore generale dell’ ABI […]invia al commissario delegato Rastrelli alcune

considerazioni del sistema bancario sulle problematiche di finanziamento degli impianti da realizzarsi nella

Regione Campania, in relazione alle prescrizioni di cui al bando di gara e al capitolato d’oneri.

Il gip Rosanna Saraceno, nell’ Ordinanza con la quale ordina il sequestro cautelativo di settecentocinquanta

milioni di euro nei confronti di Impregilo, sottolinea che la preoccupazione manifestata dagli istituti di

credito era determinata proprio dal contrasto tra la prescrizione del capitolato, che richiedeva una

potenzialità minima degli impianti pari all’intera quantità dei rifiuti prodotti nell’anno1997 e gli obiettivi

stabiliti per la raccolta differenziata. La diminuzione dei rifiuti da conferire agli impianti di CDR avrebbe

avuto conseguenze economiche negative per chi avesse vinto la gara d’appalto.

A parità di costi sarebbero diminuiti i guadagni, perché il servizio oggetto della gara sarebbe stato pagato in

relazione alla quantità dirifiuti trattati. Così il Presidente dell’ABI scrive alla Regione che bisogna prevedere

quantità minime di rifiuti conferiti, secondo unmeccanismo (chiamato delivery or pay) attraverso il quale,

nel caso incui tutti i comuni non conferiscano la quantità minima di rifiuti fissata, siano obbligati a pagare

anche per la quantità non apportata.

Zadra chiede inoltre che il recupero energetico del CDR prodotto nel periodo precedente l’entrata in

funzione dell’inceneritore non debba essere necessariamente effettuato in altri impianti. […]

Il commissario delegato Rastrelli, in data 24 ottobre 1998, risponde al presidente dell’ ABI che la gara

d’appalto è in corso, e quindi non si possono modificare le condizioni. Però dopo la gara, attraverso i

successivi strumenti di definizione dei rapporti (accordo di programma,contratti) sarà possibile prendere in

esame le considerazioni espostenella nota. […]

 Paolo Romiti comunica a Rastrelli che il prezzo offerto in gara è condizionato dalla positiva soluzione delle

tematiche nella nota dell’ABI.

In pratica cosa è successo? Nel 1992 è proclamata la prima emergenza rifiuti e nel 1996 Antonio Rastrelli

oltre ad essere Presidente della Regione Campania diviene Commissario ordinario prima e con poteri

straordinari poi. Nel 1997 arriva con il Decreto Ronchi l’obiettivo della raccolta differenziata al 35% entro il

2000 e che prevedeva anche il conferimento dei restanti rifiuti a quegli impianti di trattamento atti alla

separazione della frazione organica dalla frazione combustibile (CDR) che dovrà essere usata per produrre

energia. Il tutto finanziato grazie al CIP6 ma a patto che non brucino più della metà dei rifiuti prodotti in

Regione e con l’obbligo di smaltire il CDR in impianti esistenti senza attendere che siano costruiti

inceneritori. Ma i decreti commissariali   nr. 58 e nr.59 del 12 giugno 1998 ribaltano la situazione e

approvano bando di gara e capitolato d’oneri per la costruzione di inceneritori.

La gara è chiusa nel 2000 e alla Presidenza della Regione c’è       Antonio Bassolino.Vince la società FIBE che

dovrà costruire sette impianti di produzione e stoccaggio di ecoballe, due inceneritori nelle quali bruciarle,

gestire la raccolta differenziata e costruire nuove discariche. Ma chi è FIBE? Dietro questa sigla ci

sono: Fisia,Impregilo, Babcock Envinronment GmbH, Evo Oberrhausen, che hanno come capofila Fisia

controllata di Impregilo. In testa l’ex AD Pier Giorgio Romiti coadiuvato da Paolo Romiti, che nel 2005 vince

l’appalto per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina (ma questa è un’altra storia). La FIBE ha come

capofila Fisia, controllata del gruppo Impregilo e la società non consegna nei tempi previsti l’inceneritore di

Acerra, il che la porta ad un procedimento penale tutt’ora in corso presso il Tribunale di Napoli. E Fibe cosa

acquista nel 2002? La cava di Chiaiano dal legittimo proprietario, Giosuè Riccardi, residente ad Acerra.

l resto della storia è nella cronaca degli ultimi due anni e la fanno Prodi e la sua ordinanzail decreto di Silvio

Berlusconi e l’accordo con la Lega, i militari a presidiare cave e inceneritore, la scelta della discarica di

Chiaiano di proprietà della Impregilo, il Commissario straordinario prima e sottosegretario poi Guido

Bertolaso, il sindaco di Acerra che denuncia Prodi, le proteste dei sindaci, la gente di Chiaiano, la gente di

Acerra…

Vi riporto una piccola nota biografica dell’Ing. Paolo Rabitti:Docente universitario, ricercatore, negli ultimi

quindici anni è stato consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi, dal Petrolchimico di Marghera,

per conto del Pm Felice Casson (caso sul quale ha pubblicato Cronache dalla chimica, CUEN, Napoli1998), al

processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l’inquinamento dal DDT del Lago

Maggiore. Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell’accusa nel processo al

presidente della Regione Campania e ai vertici di Impregilo.

Links di riferimento:

Ecoblog.it

http://freebooter.da.ru

http://www.chiaianodiscarica.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Emergenza_rifiuti_in_Campania

http://beppegrillo.meetup.com/10/boards/thread/5044356
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/07/la-grande-giungla-del-cip6.html
http://www.fisiait.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Impregilo
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?threadid=892356
http://www.regione.sicilia.it/turismo/trasporti/arcnews/nw%20131005%20dir.htm
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=3763&Itemid=1
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/05_Maggio/27/chiaiano_fibe_cave.shtml
http://www.rifiutizerocampania.org/node/62
http://www.macrolibrarsi.it/autori/_paolo_rabitti.php?cid=3&sid=9
http://www.ecoblog.it/post/6407/campania-in-una-lettera-dellabi-associazione-bancaria-italiana-la-verita-sullemergenza-rifiuti

by  "Bimbesquatters"